CIMENTISTI SENZA FRONTIERE: Il secondo Cimento di Langenargen – di Giuseppe Bruzzone

Era da un anno che i cimentisti e i nuotatori del tempo avverso attendevano questo momento, il secondo cimento a Langenargen sul lago di Costanza (detto Bodensee o Schwabisches meer) in terra germanica.
Dopo numerosi allenamenti, l’ultimo tenuto nel mare di Spotorno, erano finalmente pronti !
Il “ D day ” venne stabilito dal Feldcimentmarshall Karl von Terliz e dal Grandpanz Cimentadmiral Robert Ferrar.

E nel chiarore dell’alba del 3 maggio 2014 le cimenturie savonesi e genovesi si ritrovarono sul pullman “ La freccia dei Cimenti “ del deposito di Roccasparvera della provincia di Cuneo.
Il pullman con i cimentisti ancora addormentati salì gli Appennini, discese in Padania e a Chiasso varcò la prima frontiera : la Svizzera !

Passato il lago di Lugano e imboccata la “ Autobhan 2 “ il pullman lentamente salì le montagne con le cime ancora innevate, a quota + 1600 metri il tunnel del San Bernardino inghiottì i nuotatori avversi che dopo circa 7 chilometri sbucarono nel cantone dei Grigioni.
Sul pullman c’erano dei strani figuri, gli uomini avevano in testa elmi dei cavalieri della tavola rotonda, giocavano con coltellacci, giovani pulzelle aggiustavano le frecce e lucidavano le spade, le donne più mature con ago e filo cucivano veli a larghi cappelli, cantando canzoni in lingua toscana del 1300. Franz Roccell aveva il sospetto che erano una setta medioevalista in trasferta in terra di Svevia a omaggiare i feudatari del Barbarossa. Scesero inieme ai cimentisti a sgranchire le gambe su uno spiazzo verde attrezzato con panche e tavoloni di legno elvetico. Ci scappò ancora un bivacco con spuntino a base di stinco di maiale, prima di arrivare nei pressi di Bregenz a varcare la seconda frontiera.

Si entrò nella terra di Cecco Beppe, l‘ Austria , dopo pochi chilometri, un’altra frontiera ancora, la Germania, il bus passò tra filari di alberi da frutta e vigneti, ad un certo punto il lago, un grido echeggiò dentro l’ autobus ” Wasser Wasser “ finalmente comparve l’acqua.
Dopo circa 550 chilometri, la meta agognata fu raggiunta.
L’appuntamento era allo “Sportzentrum”, a trovarlo fu un’ impresa, il pullman girava a vuoto tra le villette ordinate e linde del paese, non c‘era un cartello nemmeno a pagarlo in vecchi marchi ! Finalmente grazie a un piccolo cartello scritto a caratteri gotici altomedioevali, riconosciuto dai biechi armigeri, raggiunsero lo Sportzentrum accolti come lo scorso anno dal console Herbert Tomasi, stretta di mano col Feldcimentmarshall Karl Terliz ( che tenne la mano dolorante per tutta la trasferta, al ritorno fu operato da un ginecologico all’ ospedale di Kairo Marenotte )

Dopo i saluti i cimentisti arrivarono all’ albergo Seeterrasse ( terrazza sul mare ) posto in riva al lago, un tre stelle, ripromosso d’ ufficio a cinque all’ unanimità. Veloce rinfrescata e via per il ricevimento, a piedi dopo una marcia forzata passando in un boschetto bagnato dal lago, raggiunsero il circolo dei pescatori lacustri sempre accolti da Herbert .
Fuori dalla capanna in legno dei pescatori, su un braciere sospeso sopra carboni roventi cuocevano i wurstel enormi, che sembrano quasi dei dirigibili ( non a caso si era nella terra di Von Zeppelin). I wurstel erano abilmente rivoltati con forconi da due alti figuri somiglianti ai Nibelunghi, appena cotti i wurstel ardenti venivano portati nel capanno dove i cimentisti attendevano sull’ uscio il cabaret, ripulito immediatamente alla velocità della luce!

Birre e wurstel andarono a ruba, la cimentista frau Helen Gherard sorseggiò con stile a garganella la bottiglia di birra da mezzo litro, con rutto finale tra le ola dei teutonici.
Si finì la serata in allegria scolando grappini al mirtillo, cantando Lily Pozy Marlen con i kameraden di Langenargen.
Così rifocillati i cimentisti si addormentarono avvolti nei piumini d’oca, sognando l’onda del lago. Era il 4 maggio, sveglia di buon mattino, colazione teutonica nel bel salone dell’albergo: salumi, formaggi, marmellate, burro, muesli e yogurt. Il buffet fu razziato subito dalle cavallette avverse !

Così rifocillati uscirono dall’ albergo. Erano le ore 11, l’ora fatidica, i cimentisti guidati dal mitico Kappelin in accappatoio rosso Ferrari col tricolore in mano, si avviarono sul lungolago, dove i langheranesi (o langheranici) aspettavano sulla sponda per vedere gli italici nuotatori avversi, che in religioso silenzio iniziarono il rito della spogliazione con mosse lente di Tai Ciment Massasg e Ipomediperventilazion in versione sipmei.
Nel mentre Franz Rocell con accappatoio blu genoa ispezionava il tappeto per l’entrata in acqua ( in sciu lepegu se scuggia ! )

I langheranesi o langheranici dopo la brutta figura dell’anno passato misero in acqua, per non sfigurare un piccola delegazione di loro anshwimmen guidata da Frau Dagmar Frick e la famiglia Troll, e si avvicinarono così per la seconda volta sulla sponda a rivedere questo spettacolo unico, mai visto sulle sponde del Bodensee, ristupiti di vedere i cimentisti sfidare le gelide ( per loro) acque del lago.

Foto di rito anche per il locale “ zeitung ” (giornale) con l’onnipresente Herbert e alle 11,30 al grido di “ Egua a nuiatri “ il secondo cimento d’oltre confine iniziò.
Aprirono frau Gherard (die alteste) e la figlia d’ arte Sahra Kasanel (die madchen) che si cimentò per la prima volta in assoluto, e a seguire tutti gli altri controllati dal sicher gruppen unter wasser locale, mancando purtroppo il trio JoanErikLuc rimasti al sole della Riviera.
La tecnica germanica entrò in azione, i cimentisti salutati dalla sirena del vaporetto per Costanza furono ripresi dall’alto addirittura da un drone della Luftwaffe, non accadeva dal tempo del cimento di Borghetto del nostro Jan Billec.

Applausi e hurra’ da parte dei langheranesi che alla fine dello spettacolo invitarono i cimentisti a un caldo rinfresco sul lungolago con premiazione da parte delle autorità locali.
Iniziò così la festa del paese, scaricata l’adrenalina i baldi cimentisti si divisero in gruppetti sparpagliandosi in mezzo alle bancarelle e stand espositivi. Come l’anno scorso furono colpiti dalla bancarella di vendita di mele in sacchetti a 2 euro, senza il venditore, e da una motocarrozza, una mitica Guzzi Falcone, con forno per pizze, ma il pizzaiolo si chiamava Ghunter Strunz!

C’era pure lo stand colorato di Noli dove le tre grazie Vanda, Maria, e Teresa servivano panini al salame di Sant’ Olcese e vermentino delle colline ingaune, con grande gaudio dei langheranici. Marcette suonate magistralmente dalla banda locale allietavano gli ospiti nel giardino del castello di Montfort, pinte di birra e wurstel di ogni tipo furono scolate e divorati voracemente dai nuotatori del tempo avverso, affamatissimi dopo la grande impresa. Nel mentre sbandieratori vestiti da moschettieri, e un corteo storico in stile Luigi XIV ravvivavano la festa, assieme agli armigeri nolesabaudi che si esibivano in duelli con spadoni e alabarde e rovinose cadute a terra, le dame invece in leggiadre danze di corte con giullare e cagnolina al seguito.

La cagnolina Nikita fu la star della giornata comparendo pure sul Furankfurter Alghemeine. Nel pomeriggio fu visitato il castello di Montfort fin sopra la torretta merlata, la bella giornata si concluse in un ristorante con vista del lago.

Mattino del 5 maggio, stessa colazione come il giorno prima, salutati gli amici di Langenargern, tutti sull’autobus, direzione Friedrichshafen , sede del museo Zeppelin. I cimentisti con la guida si addentrarono nel museo. Parti di dirigibile, motori stellari, cabine di comando e dei passeggeri, stoviglie di porcellana, uniformi aeronautiche e busti di eroi dell’aria furono ammirati dagli eroi del tempo avverso. Fine dell’interessante visita e imbarco rapido sull’ autobus che passò vicino al lago semi ghiacciato, visto all’ andata, un pensiero attraversò la mente di tutti i nuotatoravversi “ si può fare il prossimo anno ! “

In quota dopo il passo del San Bernardino ultimo bivacco con gli armigeri, sempre con lo stinco di maiale, poi rapida conta da parte di Karl Terliz e partenza direzione Ligurien.
La freccia dei cimentisti ripassò le tre frontiere riportando prima a Genova e poi a Savona l’allegra compagnia, e come si scriveva nei pensierini delle elementari, “ stanchi ma felici e contenti di aver passato tre giorni da leoni in terra germanica”.


 

Cimetnuotatoravversi

Kapogiten: Carlo Terlizzi

Vice Kapogiten :  Raffaele Ferrara

Medico socialen : Carlo Terlizzi

Formazione a ” Kuneo ”

Elena Gerhardt

Sara Cassanello – Alba Deiana – Michela Acquarone

Giuseppe Bruzzone – Gianluigi Coppola – Franco Roccella – Gaetano Capellini

Amelio Belli – Daniele Bonifacino – Alex Cassanello – Mauro Diana – Luigi Trevia

Anschwimmen langheranici

Dagmar Frick – Chiara Ochsenreiter

Anja und Michael Troll – Herbert Tomasi

Sichergruppen (local)

Fritz – Heinrich – Johannes und Ulrike

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