La Lega Navale di Spotorno festeggia la primavera con il cimento

Spotorno. La sezione di Spotorno della Lega Navale Italiana organizza come ogni anno il Cimento Primaverile. L’appuntamento è per il giorno di Pasquetta, 2 aprile, dalla sede nautica, al molo S. Antonio, dove ci si tufferà in mare per festeggiare l’arrivo della primavera.

Dalle ore 10 si raccoglieranno le iscrizioni, per essere pronti, alle 11.30, per il tuffo. Dopo il bagno, sarà allestito un piccolo ristoro per tutti i partecipanti.

La Lega Navale assegnerà ai partecipanti alcuni premi speciali: alla nuotatrice e al nuotatore meno giovani, al più piccolo, al gruppo più numeroso e al partecipante che viene da più lontano.

In 70 per il cimento di Finale, ma la vera sorpresa è la “partecipazione” di un delfino

Finale Ligure. Sono stati settanta i coraggiosi che, questa mattina, hanno festeggiato l’Epifania con un tuffo in mare a Finale Ligure.

La vera sorpresa del cimento 2018 è stata la presenza di un delfino che, proprio mentre i partecipanti si stavano tuffando, si è avvicinato alla riva ed ha nuotato poco distante da loro saltando fuori dall’acqua.

Il tuffo, come da tradizione, è stato fatto dalla Spiaggia dei Neri che, per la prima volta dopo tanti anni, era orfana del falò che solitamente veniva acceso vicino alla battigia. L’anno scorso, infatti, qualcuno si era lamentato per i “danni” del fumo e quindi gli organizzatori hanno deciso di non accenderlo. Sulla spiaggia c’era però un inedito funghetto a gas (quelli solitamente usati nei dehors dei locali).

Tra i cimentisti premiati la più “matura”, Elisa Costantini nata nel 1936, il più anziano, Luciano Assereto del 1944, i più giovani a partecipare, Gianluca del 2011 e Agnese Richeri del 2007 (la figlia dell’ex sindaco finalese), mentre il gruppo più numeroso era ancora una volta quello dei Nuotatori del Tempo Avverso.

Ventimiglia| Foto del tradizionale cimento di Capodanno

Ventimiglia| Circa una trentina di persone tra coraggiosi che hanno fatto il bagno e supporter si sono dati appuntamento questo mattina di Capodanno per il cimento invernale 2018. La temperatura esterna era di 13 gradi mentre l’acqua raggiungeva i 14 gradi circa.

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Alassio, 178 cimentisti per festeggiare i 55 anni della ciumba di fine anno

Ad Alassio il cimento invernale più longevo: questa mattina si è volta infatti la 55° edizione della tradizionale ciumba di fine anno nella città del Muretto, che ha visto la partecipazione di 178 cimentisti, giovani e meno giovani, ancora una volta determinati per un nuovo tuffo invernale.

Per tanti l’occasione di ritrovare amici e altri appassionati della ciumba, per alcuni una prima volta tutta da vivere. Certamente, considerato il clima abbastanza rigido i partecipanti dell’edizione 2017 sono stati senz’altro temerari, sfidando una temperatura dell’acqua di 14 gradi ed una temperatura esterna di 12 gradi e non è mancata persino qualche goccia di pioggia.

“Un successo, tanti turisti sul molo e sul litorale, una bella e lunga tradizione di fine anno per la nostra cittadina” ha detto il sindaco Enzo Canepa. Soddisfatto anche Rinaldo Agostini, ex assessore al turismo ed organizzatore dell’evento: “Un grazie enorme è indirizzato a tutte le associazioni e forze dell’ordine che permettono la realizzazione di una manifestazione sempre di successo e apprezzata dai nostri turisti. Per oggi davano maltempo e onde alte, invece tutti in mare…”.

Al cimento hanno preso parte anche i carabinieri di Alassio, che hanno voluto sottolineare la loro presenza ad una iniziativa così sentita dalla comunità alassina. Tra i partecipanti segnaliamo il più giovane, classe 2012, Jonathan Grieco, mentre Emma Folli, sempre del 2012, è stata la più giovane. Il più anziano cimentista di giornata è stato Alessandro Nativi, classe 1936, mentre la più anziana Carla Carli, anche lei nata nel ’36. Il gruppo più numeroso è stata l’associazione dei “Nuotatori del Tempo Avverso”, da sempre grandi protagonisti dei cimenti nelle località della riviera (23 partecipanti).

Video e foto – Cogoleto, il cimento di Babbo Natale

Sono stati veramente temerari gli 83 nuotatori che stamattina hanno affrontato il 27° Cimento invernale di Cogoleto in una bella e fredda giornata di sole, con cielo azzurro e raffiche di vento gelido. 

Temperatura dell’acqua 14°, temperatura esterna 11° (si stava meglio a mollo che sulla spiaggia…), ma nessuno ha potuto fermare gli intrepidi cimentisti che sono arrivati anche da Cuneo, Alessandria, Carrù.

Nuotatrice “senior” la signora Elena nata nel 1928, mentre il più giovane è del 2006.

Per tutti alla fine polenta, salsiccia, vino e frittelle della Banda Bassotti.

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Video e Foto – Arenzano, 135 coraggiosi al Cimento Invernale

Giornata limpida, mare non calmissimo, aria frizzantina, temperatura dell’acqua 14 gradi… e via! 

Sono stati 135 i temerari che quest’anno in occasione della 21° edizione del Cimento Invernale di Arenzano, hanno sfidato il freddo, ricompensati però da una bella cioccolata calda con focaccia.

Tra gli iscritti una signora del 1934, la più “esperta”, e il più giovane, un bambino di 7 anni. Molti nuotatori sono arrivati da Genova, dal Piemonte e dalla Lombardia.

Grande soddisfazione per gli organizzatori, Rari Nantes Arenzano, ASD La Scurpina e ASD La Vecchia Arenzano, che quest’anno raccoglievano fondi per un sollevatore per disabili.

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Il mio Cimento (e la Cena al buio)

28 gennaio 2016
Cimento d’la merla, Orta San Giulio

Come un rito antico che sfrutta la forza degli elementi della natura, il battesimo anatresco è tanto intenso quanto celere.
Non c’è lucidità completa tra il salto dal pontile ed il momento in cui ci rimettiamo i calzini. Dopo il tuffo, il corpo si sveglia immerso in qualcosa di istintivamente inospitale, e le bracciate verso la riva sono veloci e spontanee. Riemergo, guardo l’asciugamano, sento qualcuno che dice “Adesso o mai più”, e allora provo ancora al mio corpo che non è governato da una mente razionale staccando una seconda volta i piedi dal pontile.

tuffo-merla

Urca quant’è scomodo questo secondo tuffo! Questa volta l’acqua mi stordisce. Ma ora in acqua ci sono anche le altre Anatre: giusto il tempo di una foto e via verso il punch!
Mentre mi chiedo dove abbiamo lasciato le nostre dita dei piedi (probabilmente sono diventate dei cubetti di ghiaccio sul fondo del lago) mi godo la sensazione degna di un mon-chéri: dentro sono fuoco, fuori sono neve.

Inizia così la giornata ad Orta, scenario di numerose scoperte.

Dopo aver rifocillato lo stomaco che l’adrenalina aveva affamato, passiamo dal panorama del ristorante “Il Pozzo” a quello di Pratolungo.
Ci stava infatti aspettando lì Giordano per mostrarci quella che vorremmo fosse la nuova sede delle Anatre Selvagge: la sua casa sull’albero è davvero un gioiellino della falegnameria ed il calore che racchiude la cura nell’arredarla ha subito scatenato la fantasia delle Anatre in visita.

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Ma stasera Orta freme anche per un altro evento mondano: Kikki Scazzosi ha radunato i migliori camerieri il miglior chef per offrirci una grande cena al buio.
Il salone dell’oratorio si fa sala da pranzo, le nostre voci diventano i nostri volti ed eliminiamo la vista dai nostri sensi.
Le portate si susseguono nel buio totale, proviamo ad indovinare cosa stiamo assaggiando ma alla fine scopriremo che avevamo capito poco di tutti quei gusti. L’antipasto è facile per chi come me è alle prime armi, perché possiamo tastarlo e avvicinarlo alla bocca con le mani. Accogliamo il primo con l’introduzione della forchetta, con personale soddisfazione nel rendersi conto che in fondo meritiamo l’etichetta di homo sapiens.
Quando i camerieri ci servono il dolce con degli starlight luminosi ai polsi, tutto comincia a prendere la forma che siamo abituati a dare agli spazi: ritorniamo alla percezione consueta e per chi aveva patito il buio ritorna la calma, per chi aveva goduto dell’assenza di luce arriva lentamente la fine di un bel divertimento.
Abbiamo infatti giocato con il tono di voce (urlando all’inizio per sopperire alla mancanza del nostro senso predominante, bisbigliando per parlare all’orecchio del vicino per non farsi percepire dagli altri), ci siamo immaginati i volti delle voci che non conoscevamo (che sorpresa vedere poi le aspettative totalmente disattese!), abbiamo scherzato con tutti quelli che riuscivamo a raggiungere con le mani o con il suono. Ma soprattutto abbiamo sperimentato la difficoltà della gestione di azioni quotidiane in una situazione per noi totalmente insolita.

Francesco, uno dei cinque camerieri, tutti non vedenti o ipovedenti, ci ha consigliato di non sentirci immersi nei panni di una persona che non può vedere, ma di vivere questa avventura alternativa come un tassello del nostro bagaglio esperienziale. Le sensazioni durante la cena si sono susseguite in modo inaspettato e talvolta contrastanti.
Tra commensali i commenti sono assolutamente disparati, ma lo stupore nella nostra percezione dei movimenti dei camerieri è stato univoco. Per tutta la cena, infatti, noi ci siamo affidati loro, sentendoli sicuri e tranquilli. Quando poi è tornata la luce, siamo stati noi vedenti ad aiutarli in alcuni gesti.

Si è conclusa così quest’intensissima giornata sul lago d’Orta, cullata dalle riflessioni sulla complementarietà di ogni essere umano con i propri simili.

anatroccola Stefania Frola


2° Cimento in Volo

Alzi la mano chi ha sempre sognato di volare!
Bene, direi quasi tutti tranne coloro che soffrono di vertigini i cui sogni in questione rientrano nella Top Five dei peggiori incubi. Acrofobici a parte, almeno una volta nella vita tutti abbiamo desiderato poter togliere come fosse una giacca la nostra ruvida pellaccia e sostituirla con una corolla di piume per poter apprezzare il senso di libertà che un volo potrò procurare.
Sono lieta di annunciare che non è più necessario cercare di svuotarci le ossa: farvi lanciare dall’adrenalinica Lago Maggiore Zipline di Aurano sarà un’esperienza più che soddisfacente, così come lo è stato per me.

La splendida giornata del 22 gennaio 2017 ha sancito il mio battesimo del volo che, da brava Anatra Selvaggia, ci tenevo risultasse spettacolare (perché si sa, noi Anatre siamo un po’ esibizioniste!). Perché dunque lanciarsi in pieno inverno su un cavo d’acciaio lungo 1850 metri e raggiungere velocità di 120 km/h in modo tradizionale quando potresti farlo mettendo alla prova te stesso, rubando un sorriso agli altri e facendo al tempo stesso del bene? L’evento del Cimento in Volo ha ricreato le condizioni perfette.
Io e altri 75 cimentisti di tre categorie: goliardici, coraggiosi e freddolosi (i primi in costume da bagno o biancheria, i secondi in t-shirt e pantaloni lunghi, gli ultimi imbacuccati), abbiamo affrontato il freddo e la paura del vuoto a fin di bene: raccogliere fondi per l’associazione A.Ma.Me.mi di Cambiasca che si occupa di bambini affetti da malattie metaboliche ereditarie.

Non contenti di testare la nostra resistenza al freddo io e il mio fidanzato abbiamo deciso di fare di più: vestirci da Eros e Pollon per strappare grasse risate ai partecipanti all’evento; non per vantarmi ma… ci siamo riusciti più che bene!
PS: Chi non conosce questi personaggi è una persona triste cui chiedo cortesemente di rifarsi una cultura dei cartoni anni ‘80/‘90.

Scherzi a parte, il cimento in volo è stata un’esperienza straordinaria. La paura del freddo, dell’altezza e della velocità si sono dissolte davanti alla gentilezza degli organizzatori, all’incoraggiamento continuo degli astanti, alla solidarietà tra cimentisti e alla personale volontà di testare i limiti del proprio coraggio e del proprio fisico non solo per divertimento, ma anche per un motivo più nobile.

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Ringrazio tutti coloro che sono stati coinvolti in questa giornata meravigliosa e un grazie alle Anatre Selvagge che in questo tipo di eventi, letteralmente, ci “sguazzano” e che fortunatamente mi trascinano con loro!

Al prossimo Cimento!

Serena “Pollon” Tacca